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L’AGRICOLTURA BIODINAMICA

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I vini biodinamici sono prodotti naturalmente, da uve coltivate escludendo l’utilizzo di ogni varietà di additivi aromatici, di enzimi e batteri, di zuccheri; nonché i metodi di superconcentrazione, acidificazione, chiarificazione, ecc. Non è ammesso, dunque, nessun “veleno” chimico prodotto dall’uomo. Ad esempio, viene usato lo zolfo come conservante e il verderame come antiossidante. La viticoltura biodinamica segue un calendario delle semine, che si basa sui transiti lunari, e i principi e le tecniche dell’agricoltura biodinamica, teorizzata nel 1924 dall’austriaco Rudolf Steiner, fondatore dell’antroposofia. Steiner non era un agricoltore, ma alcuni agricoltori, preoccupati dalla tendenza alla concimazione chimica, gli chiesero di interessarsi all’argomento. Nacque la teoria della biodinamica, che il padre fondatore spiegòin 8 lezioni e che si basa su tre principi:
1) mantenere la fertilità della terra;
2) rendere sane le piante in modo che possano resistere alle malattie
e ai parassiti;
3) produrre alimenti di qualità più alta possibile.

Si tratta di un metodo di coltivazione che parte dalla conoscenza globale del cosmo e della vita; quest’ultima è caratterizzata da movimento, costruzione e trasformazione, mentre la morte ha come caratteristiche inerzia, distruzione e stabilità. Pertanto, le leggi che regolano la meccanica e la materia inorganica (morte) non possono essere applicate all’agricoltura (vita).

Il principio fondamentale della biodinamica è attivare la vita nella terra in  modo che le sostanze presenti nella terra in quantità enormemente superiore al bisogno possono essere liberate e assimilate dalle piante nella misura necessaria. Si tratta di un processo naturale si svolge grazie ai lombrichi, ai vermetti e ai microrganismi e ogni intervento deve avere come scopo di proteggere e
intensificare questa “microstalla”. L’inspirazione di sostanze dall’atmosfera è il secondo processo naturale di cui si occupa la biodinamica. Solo in piccola parte (circa l’1%) le piante  costruiscono la loro massa vegetativa dalla terra. Per il resto utilizzano
anidride carbonica, acqua e azoto, che troviamo nell’humus in grande quantità. La presenza di concime chimico frena e disturba questo processo naturale. Un surplus di azoto nell’humus può provocare lo sviluppo di batteri che liberano l’azoto dalla terra in modo da averne una perdita e non un’inspirazione. Un altro processo naturale fondamentale caratterizza tutti gli organismi viventi e i sistemi ecologici: l’autoregolazione ovvero l’adattamento alle condizioni esterne; quello che di solito chiamiamo l’equilibrio della natura. Lo incontriamo nel nostro corpo capace di guarire oppure di resistere alle malattie. Anche nella terra noi troviamo questo processo di metabolizzazione di sostanze organiche e possiamo aiutarlo e migliorarne l’efficacia attraverso accorgimenti specifici quali l’impiego della rotazione, del cumulo e dei preparati biodinamici che altro non sono che strumenti per rafforzare la capacità
autoregolatrice della terra, delle piante e dell’azienda agricola nel suo complesso.

La rotazione è l’opposto della monocultura: consiste, difatti, nel differenziare la coltivazione seguendo uno schema (ad esempio, tuberi-frumento). Il cumulo o compost è una mix di terra, resti vegetali, acqua, calcio, ecc. Dal punto di vista dinamico è un concentrato di energia e impulsi vitali: il luogo di “distruzione” e “costruzione” stimolato fino araggiungere livelli altissimi e che rende la terra più viva e produttiva. Il compost sta fra humus della terra e un organismo vivente. Si può paragonarlo a una mucca che sta digerendo: la materia che mettiamo sul compost equivale al foraggio per la mucca e il prodotto finale è concime e nutrimento per altri organismi. I preparati biodinamici sono otto “mini-compost”, due dei quali vengono spruzzati direttamente sul campo: uno è a base di letame e stimola l’attività radicale e la crescita; l’altro, a base di polvere di quarzo, stimola il processo di assimilazione e maturazione, cioè le funzioni che hanno a che fare con la luce. Gli altri sei preparati vengono spruzzati sul cumulo e sono a base di erbe medicinali (ortica, camomilla, achillea, valeriana, corteccia di quercia e dente di leone).

La coltivazione biodinamica guarda la terra in relazione ad altre forze cosmiche, come il sole, che determina la fotosintesi, il giorno e la notte, le stagioni… il ritmo della vita. Ma anche la luna, che governa i liquidi. In base al ciclo del satellite terrestre, molti contadini seminano, potano, travasano. La tedesca Maria Thun ha studiato per 20 anni le influenze della luna sull’agricoltura. Il frutto di questo studio è il Calendario delle semine. la pianta sviluppa più o meno ognuna delle sue parti (radice – foglia – fiore – frutto), secondo la posizione della luna al momento della semina. Quando la luna transita nei segni di fuoco seminiamo piante di cui vogliamo un
buon sviluppo fruttifero. Quando la luna transita nei segni d’acqua seminiamo piante di cui vogliamo usare le foglie. Quando la luna transita nei segni di terra seminiamo piante di cui raccoglieremo radici e tuberi. Quando, infine, la luna transita nei segni d’aria semineremo piante di cui vogliamo i fiori.

Nel bicchiere di vino biodinamico che avete in mano c’è tutto questo. Non solo uva, ma un intero cosmo!

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1 Comment

  1. […] Una vera e propria rivoluzione, in linea con la voglia di qualità e trasparenza di chi coltiva secondo le leggi della biodinamica. […]

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