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Bistrot! Bistrot!

Rumore di bicchieri che brindano, mentre la cameriera, da dietro il banco, mesce in nuovi calici. La schiuma della birra, in posa sotto le spine, aspetta paziente il momento dell’ultimo colpo di spillatura. Dalla cucina escono, uno dietro l’altro, piatti colorati e gustosi, che si fanno guardare da chi ancora deve ordinare o da chi ha già ordinato e chiede: “Cos’era quello?”. Chi entra al no.au non può non percepire la persistente nota di curiosità che avvolge ogni gesto e discorso, non può non percepire la calma e l’allegria con cui la passione per la qualità sposa un servizio curato nei dettagli, ma semplice e informale. Eredità dei bistrot francesi, dove mangiare e bere bene non significa compostezza, rigidità. Proprio in quei locali, nel ‘900, nascevano grandi opere per mano di autori come Sartre, Prévert, Picasso e molti altri. In quei luoghi d’ispirazione, la gente comune trovava la tana in cui rifugiarsi dopo una giornata di lavoro o per discutere degli argomenti più disparati davanti a un buon bicchiere e un buon piatto. Solamente i soldati russi che occupavano Parigi nel 1814 (durante il periodo delle campagne napoleoniche), entrando in un bistrot, venivano assaliti dalla fretta: ma solo per paura di essere scoperti intenti a brindare con alcolici dagli ufficiali. L’urlo dei cosacchi Bistrou!Bistrou! (Presto! Presto!) avrebbe dato il nome a questi luoghi affascinanti, che, però, nulla hanno a che fare con la fretta. Un’altra versione individua nel termine Bistrot un’origine francese: da mastroquet, poi bistroquet, ovvero oste.

E fare l’oste ce piace, pure tanto! Perché mangiare e bere bene aiuta a vivere meglio e di questi tempi non è poco. Perché ci piace farvi entrare col sorriso e farvi uscire col sorrisone. Perché ci potete venire a trovare in abito da sera o in tuta e non ce ne frega niente. Perché la nostra sfida è far sentire un buon odore anche a chi ha la perenne puzza sotto al naso.

IL NOSTRO MENU

Ci sono birre che tutti conosciamo, dal gusto omologato e rassicurante, e ci sono birre di passione, audacia e sperimentazione. Scegliamo di proporvi le seconde.

Ci sono grandi vini, nomi conosciuti e grandi maison di champagne, e ci sono vini vivi, di territorio e di passione, vini di piccoli produttori che divertono e stupiscono. Scegliamo di proporvi questi ultimi.

Ci sono piatti elaborati e buoni, che inneggiano alla “forma”. E poi ci sono piatti semplici, ma studiati, incredibilmente saporiti che sanno di “sostanza”. Indovinate quali scegliamo di proporvi.

Non stupitevi se questi prodotti non rientrano più nelle categorie che tutti conosciamo, abbiamo deciso di ‘catalogarli’ in altri modi: troverete la ciarcuterì per tutti i piatti da spizzicare, e i piatti di mcgiver per chi vuole cenare.
Nella nostra carta delle ‘bevande’ ci sono sia i vini che le birre, divisi in base alle sensazioni che si vogliono provare: freschezza, personalità, struttura e dopo pasto; perché in fondo, chi l’ha detto che birra e vino sono più distanti tra loro di bianco e rosso?

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